Mercoledì, 27 Novembre 2013

People Mover: il Tar del Lazio passa la palla al Tar dell'Emilia Romagna

E’ stata depositata ieri l’ordinanza del Tar del Lazio relativa al ricorso di Marconi Express Spa, CCC e Tper Spa contro la delibera sulla procedura di project financing per la realizzazione e gestione del People Mover di Bologna emessa in maggio dall’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici. Il ricorso si è reso necessario per chiarire alcuni passaggi della delibera che rischierebbero di danneggiare, nei loro presupposti, non solo l’iter dell’opera bolognese ma anche in generale l’istituto della finanza di progetto.

Il Tar del Lazio, nella sua ordinanza, ha dichiarato la propria incompetenza nel giudicare sul ricorso poiché prevale il criterio di competenza territoriale; ha quindi indicato il Tar dell’Emilia-Romanga come giudice competente ed a cui è necessario riferirsi per il proseguimento del giudizio.

Marconi Express Spa, prendendo atto del comunicato emesso il 20 novembre dall’Autorità, la quale ha dichiarato di essersi limitata a suggerire in modo non vincolante la modifica (peraltro già avvenuta) dei patti parasociali per ripristinare il meccanismo di una concessione “virtuosa”, sta valutando, in accordo con i soci, l’opportunità di riprendere tutte le attività propedeutiche alla realizzazione dell’opera. I legali della società, tuttavia, ritengono clamorosamente sbagliata l’ordinanza del Tar del Lazio e si riservano di fare appello al Consiglio di Stato.

«Il Tar del Lazio, senza esaminare la questione nel merito – dichiara il prof. Angelo Piazza, avvocato del collegio difensivo di Marconi Express Spa - ha ritenuto che il ricorso contro l’Autorità di vigilanza sul People Mover vada trasferito al Tar dell’Emilia Romagna per competenza territoriale, un provvedimento che ci lascia interdetti perché i giudici hanno mostrato di non conoscere la norma di legge che attribuisce in via esclusiva al Tar di Roma tutte le controversie contro ogni provvedimento della stessa Autorità». «Purtroppo – prosegue Piazza - questo gravissimo errore processuale farà perdere ulteriore tempo, mentre la nostra esigenza rimane quella di avere chiarezza sui temi sollevati dalla Autorità, che hanno enunciato principi che mettono a rischio ogni ipotesi di partenariato pubblico-privato nel nostro Paese, ostacolando così lo sviluppo infrastrutturale». «Stiamo valutando in queste ore la proposizione di immediato appello al Consiglio di Stato in via di urgenza per riaffermare la competenza del Tribunale Amministrativo del Lazio, come la legge impone, e potere rapidamente giungere alla sentenza di merito» conclude l’avvocato.